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Schrodinger e il suo gatto….

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Erwin Schrodinger, rappresentante di una specie ormai estinta tra i geni del XX secolo , vissuto in continua lotta tra Luci e Ombre , nella Vienna di Freud e nella Berlino di Brecht, conobbe la rovina materiale e spirituale del primo dopoguerra, la persecuzione degli ebrei, la dipartita obbligata dalla sua terra. Nel 1933, fu insignito del premio Nobel per i suoi determinanti contribuiti agli studi sulla Meccanica Quantistica con un’equazione a lui intitolata che prese forma in un’eta’ anagrafica (39 anni) in cui nessuno se lo aspettava e quando ormai, molti Fisici/Scienziati danno  fondo alle ultime scorte di creativita’. Suo , il termine ENTANGLEMENT o correlazione quantistica che Lui stesso cerco’ di definire in una frase , dicendo : “La Bellezza viene prima della Scienza”. In linea con questa definizione, secondo lo studioso, esisterebbe una correlazione a distanza tra variabili osservabili in un macrosistema spazio/temporale.

A lui e’ attribuita, inoltre, una delle spiegazioni piu’ entusiasmanti della meccanica quantistica espressa attraverso il “Paradosso del Gatto Rinchiuso”. Un gatto viene rinchiuso in una scatola di acciaio corredata da un dispositivo diabolico , non soggetto ad interferenza con l’animale stesso. Il dispositivo in questione e’ collegato ad un contatore Geiger al cui interno e’ inserita una minima quantita’ di sostanza radioattiva, talmente piccola che nel corso di un’ora, FORSE, uno dei suoi atomi si disintegra ma, FORSE, anche nessuno con identica probabilita’. Nel caso si verificasse la prima condizione, si genererebbe una scarica nel tubo del contatore che andrebbe ad incidere su un martelletto pneumatico che a sua volta frantumera’ una fialetta di acido cianidrico che ucciderebbe il gatto. (il film “Saw” rappresenta a confronto , materia per dilettanti). Se il sistema si lascia al suo destino diremo che il gatto resta vivo a condizione che nessun atomo si disintegri. In altre parole , in tale situazione di ASTRAZIONE e’ concepibile una funzione matematica che intrappola l’animale in uno stato quantico che SOVRAPPONE due condizioni simultaneamente : Gatto Vivo/Gatto morto. Il tutto , ovviamente, prima di aprire la scatola e verificarne il contenuto.

E’ esattamente da questo paradosso che prende spunto la teoria attuale tesa a replicare i principi quantici all’interno di processori di calcolo , altrimenti detti, Computers (perdonate se puo’ sembrare scontato), dove, il verificarsi di due condizioni SIMULTANEAMENTE nel sistema binario 01 escluderebbe la scelta alternativa o 0 o 1 dando vita ad elaboratori con capacita’ di calcolo spaventose. Si pensi, che tutti i sistemi di sicurezza concepiti attualmente in rete potrebbero essere sfaldati in un attimo dai processi di calcolo di queste macchine con Intelligenza simil-divina. In un contesto simile, infatti, si lavora sulle particelle piu’ piccole della materia, gli atomi.

In tal senso, i computer quantici rappresenterebbero la frontiera di cio’ che in Informatica e’ definita la legge di Moore secondo la quale : “La complessita’ di un microcircuito tende ad aumentare insieme alla sua potenza di calcolo in un dato intervallo temporale”….e’ intuitivo che parlando dei computer quantici (o quantistici) e dunque di atomi, siamo ai limiti della logica di Moore e su un livello di complessita’ della Materia (intesa in senso Fisico) molto alto.

D-Wave e’ il primo di questi fantascientifici (ma non tanto) computer attualmente testati….derivante dalla collaborazione tra Nasa e Google. Promette un futuro di notevoli scoperte e integrazioni….

Questo, un primo incipit degli studi che sto portando avanti su tali argomenti. Alla prossima.