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Verso L’ Algoritmo Universale

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künstliche intelligenz

 

Se un giorno leggessi, su una qualunque rivista scientifica, che un nucleo di scienziati e’ stato in grado di impiantare il cervello umano in una macchina, potenziandone di 10.000 volte la capacita’ di apprendimento, non mi meraviglierei….Oggi, la strada percorsa e’ tutt’altra. Sulla base delle nozioni acquisite del funzionamento dei “circuiti” cerebrali si cerca, infatti, di costruire Intelligenze artificiali in grado di replicarne e potenziarne le dinamiche di funzionamento. Il 1956 e’ la data che convenzionalmente viene riconosciuta come il punto di inizio delle ricerche in questo filone, ed era l’anno in cui in occasione di un seminario estivo nel New Hampshire presso il Darmouth College un gruppo di ricerca mise insieme i risultati fino a quel punto ottenuti, creando i presupposti di partenza per i futuri sviluppi….Non e’, tuttavia, questa, la data a cui effettivamente dobbiamo riferirci, per iniziare a comprendere come l’uomo avesse nel suo Dna e nella sua fame di conoscenza il desiderio di creare una macchina che lo replicasse . Partiamo da Erone di Alessandria con gli automi semoventi , passando per Raimondo Lullo e il suo “congegno logico”, per andare verso Leibniz che nella sua mente concepi’ il criterio di “meccanizzazione della ragione” e giungendo fino a Charles Babbage, precursore dell’informatica con la sua macchina analitica…Da quel momento in poi una serie di grandi personaggi della Ricerca, Mc Culloch , Pitts , Turing, cercarono di simulare in modo sempre piu’ efficace, iniziando a pensare alla replica delle reti neurali, la “Meccanica cerebrale”

Ma cosa e’ una Intelligenza artificiale ?

Per capire dove vogliamo giungere e’ necessario definire il punto di partenza e il punto di partenza e’ il funzionamento del Cervello…Supponiamo che il nostro olfatto percepisca un profumo piacevolissimo , questo primo “Dato” o “Informazione” viaggera’ attraverso la mucosa olfattiva , lungo il nervo olfattivo, fino alla parte della corteccia cerebrale organizzata per analizzare e comprendere i profumi. Nel fare questo, l’informazione iniziale attraversa un numero enorme di SINAPSI (sistemi di connessione tra i neuroni con interposta una piccolissima fessura ) crendo una sorta di “sentiero neurale”. Al ripetersi dell’esperienza , l’informazione viaggera’ nuovamente lungo lo stesso percorso rinforzandolo ancora di piu’ , allo stesso modo di come il passaggio di persone in un bosco crea un sentiero ….un sentiero che potra’ essere ripercorso ogniqualvolta si riproponga quel tipo di esperienza ….questo processo e’ la base dell’apprendimento o memorizzazione , ed e’ attraverso questo meccanismo che si generano i ricordi .

Partendo da questi presupposti proviamo a dare risposta alla domanda di cui sopra e cioe’ cosa sia una intelligenza artificiale …

Un sistema che apprende e’ solo uno dei tanti percorsi verso il quale una intelligenza artificiale possa essere orientata….e’ fuori discussione , infatti, che fino ad oggi la macchina non e’ ancora perfettamente in grado di dar vita , con la stessa semplicita’ con cui avviene in un essere umano , ad una “funzione di apprendimento” ed e’ questo il compito che una AI cerca di adempiere. Quale e’ la base di partenza di questo processo ? I DATI , cio’ che tipicamente definiamo “GLI Input” del sistema cerebrale , questi dati vanno organizzati , classificati, rielaborati e sulla base di queste informazioni se ne costruiscono altre….

Facciamo un esempio :

Il motore di ricerca Google , nota che la maggior parte delle volte in cui eseguo una ricerca lo faccio per trovare argomenti attinenti il VOLO , a questo punto , attraverso un algoritmo che immagazzina queste informazioni potra’ impostare una sequenza logica , in questo modo :

Se il numero di volte che l’utente ha cliccato per ottenere informazioni in merito al Volo e’ mediamente superiore del numero di volte in cui clicca su altri argomenti , allora forniscigli indicazioni di pagine che possano portarlo direttamente al risultato”

In altre parole , attraverso un dato statistico, siamo giunti ad una sorta di apprendimento che genera un atteggiamento propositivo da parte del Learner , in questo caso, un qualunque algoritmo che consenta di derivare tale risultato…Gli algoritmi di apprendimento , sono un ramo dell’intelligenza artificiale , la quale a sua volta e’ un ramo del cosiddetto “Machine Learning”

Negli ultimi decenni abbiamo visto una notevole evoluzione di queste tematiche e Big come, Google, Amazon, Ibm, si stanno muovendo fortemente in tale direzione …..ma anche i sistemi di difesa internazionali si muovono sulla stessa frequenza, anzi , ancor prima dei Big citati. Si pensi che proprio ad Agsto 2016 la Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency, Usa) ha premiato Mayehm , nome dell’intelligenza artificiale progettata dalla startup Forallsecure , in grado di individuare vulnerabilita’ ex ante nei sistemi di sicurezza informatici….ma la Darpa, su queste tematiche , ha creato gia’, diversi anni addietro, equipe di ricerca avanzati , grazie anche al supporto di Ibm .

L’obiettivo dei ricercatori e degli appassionati della materia e’ giungere verso un algoritmo universale in grado di mappare dalla A alla Z tutte le informazioni possibili e da queste poterne trarre delle conclusioni. E’ intuitivo che questo tipo di analisi potra’ avere impatti in tutti gli ambiti di applicazione …dalla salute , allo sport, dal lavoro , agli hobbies.

Probabilmente siamo ancora un tantino distanti dai tempi in cui ognuno di noi avra’ un robot domestico in grado di favorire le nostre abitudini , ma siamo gia’ nella realta’ di software che quando la temperatura si abbassa , come di questi periodi, ci arriva un messaggio sul tel. e l’impianto di riscaldamento parte in automatico….il futuro e’ gia’ qui, spetta a noi coglierlo.

 

Alla prossima. N.